Scelte

La situazione è grave ma non seria. Stiamo scalando i farmaci, prima scaliamo lo stabilizzatore ed escono fuori tutta una serie di ipersensibilità aumentate. Allora scaliamo un po’ di antidepressivo e l’aumento di ipersensibilità e irritabilità rientra subito. Però esce l’ansia, fortissima. non riesce praticamente ad uscire di casa in questi giorni. Quindi ora stiamo fermi e aspettiamo la visita con il npi. Qui come te movi passa un problema e ne esce un altro. Scalare farmaci non è una passeggiata de salute, a quanto pare.
Nel frattempo, lei sta a casa. Non esce quasi da camera sua, disegna tanto, gioca con il suo nuovo videogioco preferito, un po’ ci vuole vedere un po’ no. Però sta meglio di umore, è tornata più allegra, più creativa, ciarliera. Parla con noi, quando vuole ovvio, ma mi chiama per farmi vedere i disegni (bellissimi) che fa. Sta sperimentando nuovi stili, dice. Parla con la sorella, ridono insieme. Ci sono anche momenti no, quando devo farle fare qualcosa che non vuole tipo prendere i farmaci (gli antidolorifici per il ciclo, i farmaci residui). Allora la cosa escala molto rapidamente. Ma rispetto a prima è meglio. E’ già più la ragazzina che conosco, la mia ragazzina.
La cosa difficile è la scuola: se non va più a scuola, quest’anno lo perde ormai. E sto iniziando a pensare che ok, va bene, lo perde. Non si può mandare a scuola una ragazzina in preda a quest’ansia, a questo malessere, solo per l’ansia (nostra) che perda l’anno. Se devo mettere su un piatto della bilancia la salute mentale di mia figlia e su quell’altro la sua istruzione (teorica, perché tanto così non è che riesca ad imparare, fa solo atto di presenza), scelgo la salute. Non che abbia molta scelta, in realtà, lei a scuola non ci va e basta al momento ^^
Spero di riuscire a farlo capire ai suoi insegnanti: a questo punto della corsa non c’è altro da fare, non c’è modo di farla andare a scuola. E’ oltre il limite dell’esaurimento, la corda a furia di tirarla si è spezzata. L’ho già visto succedere, con lei, anni fa, ci sono voluti mesi, letteralmente, per uscirne. E sono stati fatti troppi errori senza volere e troppi se ne continuano a fare, mettendola in condizioni intollerabili per lei. Non credo ci sia il miracolo dietro l’angolo, solo tanta, tanta pazienza ormai. Fermiamoci, cerchiamo di capire cosa la aiuta, e ripartiamo da lì. La scuola se ci vuole ci aspetta, sennò pace.

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