Work in progress

I meltdown nell’autismo sono una strana bestia. Noi genitori ci ripetiamo come un mantra che non si possono fermare, ma si possono prevenire. E’ questo che ci hanno detto. Quindi cerchiamo di prevenirli, in ogni modo. Organizziamo la nostra routine, ci attrezziamo di tappi per le orecchie e occhiali da sole, facciamo attenzione alla regolarità dei pasti, evitiamo gli ambienti iperstimolanti, camminiamo sui cocci delle uova quando notiamo segni premonitori. A volte tutto questo non basta, e ci tocca ricorrere all’arma chimica, e comunque anche quella ha bisogno di tempo per fare effetto.
Un meltdown non è piacevole per nessuno, soprattutto per la persona che ce l’ha. Perdere momentaneamente il controllo e sperimentare stati d’animo estremi è una delle cose più brutte che mi siano mai capitate, ed io manco ce li ho troppo violenti. Mi immagino S., o B. che sta appena iniziando, con lo sviluppo, ad avere momenti di crisi.
Uno strascico ulteriore è il senso di colpa, per tutti quelli coinvolti. Per S., per quel che è successo fuori dal suo controllo, ma anche per me: non ce l’ho fatta a prevenirlo, ad evitarlo.
Alla fine è come se la prevenzione del meltdown diventasse un banco di prova di quanto riesci ad essere un buon autism parent. La cosa è complicata quando sei pure, come me, un “autistic autism parent”, cioè metti nel cercare di prevenire i meltdown tutto quel feroce perfezionismo che spesso caratterizza l’animo autistico.
Il fatto è che possiamo cercare di prevenirli, ma non possiamo riuscirci proprio ogni volta. I meltdown continueranno ad esserci, per motivi che vanno al di là della nostra volontà e del nostro intervento (voi sapete fermare gli ormoni, ad esempio? io no). Forse in qualche modo sono parte dell’equilibrio della mente autistica, non so. Ma soprattutto i meltdown possono essere un aspetto particolarmente “visibile” dell’autismo, ma non sono tutto l’autismo, e ci sono decine e decine di cose su cui lavorare, come persone autistiche e come genitori di persone autistiche, per migliorare la qualità della vita in modo significativo, forse in modo più importante che evitando i melt… che in fondo una volta passati amen, restano circoscritti nel tempo.
L’altro ieri S. ha avuto un melt, ed io mi sono sentita un verme, un fallimento. Ieri invece sono riuscita a calmarla e rasserenarla parlando, e mi sono sentita come una ginnasta che ha appena fatto un triplo salto mortale. Con mio marito ci battiamo il cinque quando ci riusciamo, e ci diamo una pacca sulla spalla quando non ci riusciamo. Poi ci segniamo cosa è servito e cosa è stato dannoso, servirà per la prossima volta, perché anche se sai che è impossibile evitarli tutti, ci provi lo stesso, è più forte di te.

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