L’obsolescenza della conoscenza

Permettetemi di tornare un attimo sulle questioni aperte dall’articolo di Repubblica che citavo ieri.

C’è un problema nel mondo dell’autismo, e della psichiatria e neuropsichiatria in generale. E’ il problema dell’aggiornamento. E faccio un esempio di cui ho anche esperienza personale (purtroppo).

Nella psicologia esistono scuole di pensiero o approcci totalmente ascientifici. Cioè che postulano cose mai dimostrate e soprattutto non dimostrabili né in un senso né nell’altro, quindi totalmente al di là della possibilità di ragionarci in termini scientifici. Eppure c’è chi ci crede e ci va dietro.

La psicodinamica è l’esempio più lampante e anche più deleterio. In poche parole, la psicodinamica è l’incarnazione moderna della psicanalisi. Ve lo dico in parole molto terra terra: Freud a un certo punto ha capito che i sogni presentavano dei contenuti importanti della mente della persona. E fin qui, ci possiamo stare. Poi però ha cercato di dare di questi sogni una interpretazione sua che non sta né in cielo né in terra, e da lì ha ricavato tutta una serie di postulati, tipo l’esistenza dell’inconscio e dei suoi contenuti e meccanismi, che da un punto di vista scientifico sono irragionevoli. Come fai a dimostrare l’esistenza dell’inconscio o dei suoi contenuti? Li puoi osservare? No. Quindi, puoi inferire la loro esistenza e il loro funzionamento con studi o osservazioni? No. Le teorie della psicodinamica non sono né dimostrabili come vere né falsificabili, cioè dimostrabili come false, perché semplicemente non sono ipotesi scientifiche. Sono altro.

Ora, cos’avrò mai contro le teorie non dimostrabili? Niente per le teorie in sé, sono una roba pittoresca, anche interessante come fenomeno culturale, un po’ come l’astrologia rinascimentale.

Quello che mi allarma parecchio è quando si pretende di aiutare o curare chi ne ha bisogno sulla base di queste teorie. Perché la cantonata è appena dietro l’angolo.
E infatti cosa è successo con la psicodinamica e l’autismo? Che siccome la psicodinamica ha la pretesa di spiegare *tutto* il funzionamento della mente umana, di qualunque mente umana, e tende a spiegare tutti i problemi in termini di pregressi traumi infantili, ha deciso che pure l’autismo era causato da traumi. Traumi precocissimi, profondissimi e – ecco qui il trucchetto – inconsapevoli. Perché tu hai un bel dire a un operatore di scuola psicodinamica che non ti riesce proprio di ricordare nessun evento o periodo particolarmente traumatico di tuo figlio per cui potrebbe presentare poi in seguito comportamenti o sintomi disfunzionali o disturbi dell’apprendimento… il trauma c’è di sicuro, viene dato per scontato, e se non è evidente è solo perché tuo figlio lo ha sepolto nell’inconscio e tu sei in fase di negazione. Ma c’è, ci deve essere. E quindi tuuuuutta la famiglia deve andare in terapia alla ricerca del trauma perduto, in quella che più che una terapia però sembra un vago cercare di acchiappare l’aria con un retino. Tradotto: una solenne perdita di tempo. Ma a 60 euro l’ora.

Il campione delle teorie deliranti sulle cause dell’autismo è stato Bettelheim alla metà del secolo scorso, con le sue teorie sulle madri frigorifero, che con la loro freddezza e anaffettività *inconscia* (sempre lì il trucchetto) causavano un tale trauma precoce e *inconscio* al bambino che questi si ritirava in sé stesso sviluppando appunto l’autismo.
E quindi vai di sedute di psicanalisi costosissime e vai di colpevolizzazione delle madri. Il bambino non migliorava, la madre si sentiva una merda, un disastro su tutti i fronti. Oggi Bettelheim non c’è più ma i suoi seguaci esistono ancora, non mollano, e quindi ancora oggi ci ritroviamo con diagnosi fantasiose e arzigogolate di disturbi della sfera affettiva con scappellamento a destra pur di non ammettere che è autismo, e conseguenti proposte terapeutiche che non servono.

Perché l’autismo, oggi lo sappiamo al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, è una neurodiversità su base genetica, e se fattori ambientali contribuiscono non sono la mamma elettrodomestico, ma semmai inquinamento, alimentazione prenatale etc.

Quindi alla fine di tutto questo che in fondo è pure uno sfogo, cosa vorrei dire? Vorrei dire che io vi capisco e vi so’ nel cuore, psicodinamici tutti nella neuropsichiatria infantile (e non). Avete studiato per anni e anni, vi siete fatti un mazzo così sui libri, avete pure pagato un botto di soldi alla scuola di specializzazione e probabilmente pure al vostro psicanalista supervisore, insomma vi siete formati in quella che cento anni fa, CENTO ANNI FA, era l’avanguardia del pensiero psichiatrico, e cinquant’anni fa ancora veniva guardata come ragionevole. Ma oggi siamo andati avanti, santamerenda. Oggi sappiamo che le cose stanno diversamente. E come qualsiasi professionista di qualsiasi campo bisogna aggiornarsi. La scienza va avanti, le conoscenze vanno avanti, quello che ieri era geniale oggi è diventato obsoleto magari. E lo so, è faticoso, tocca rimettere in discussione tutto, tocca rimettersi sui libri, tocca dirsi pure oh cavolo ho toppato. Ma va fatto, non ci sono scuse, è come se oggi pretendeste di collegarvi a Internet con un Texas Instruments, che il 75% di chi legge dovrà googlarlo per capire cos’è perché è fuori mercato da almeno 30 anni anche se allora pareva chissa ché… Compratevi un Mac, aggiornatevi sull’autismo, ed entrate nel mondo moderno.
Oppure, per favore, levatevi dalle palle.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...