Sense and (hyper)sensitivity

Io odio lavarmi i denti.
Le mie figlie, pure.
Non è strano, siamo Asperger 
Lavarsi i denti mette insieme due cose su cui le persone autistiche di solito hanno problemi:
1) l’ipersensibilità sensoriale
2) l’esecuzione di procedure in sequenza
Per le sequenze, la soluzione è mettersi un bel cartello in bagno con gli step in sequenza, e armarsi di buona volontà.
Per l’ipersensibilità sensoriale la storia è più rognosa. Mia figlia maggiore descrive la sensazione dello spazzolino contro lo gengive come “spine”, quella piccola non la descrive, urla e basta se vede lo spazzolino.
A me dà fastidio, parecchio, da sempre. Il filo interdentale poi non ne parliamo, fa male e basta.
Anche il dentifricio è una nota dolente, noi sentiamo il sapore in modo molto accentuato. Ci ho messo 48 anni della mia vita per scoprire che non a tutti gli esseri umani brucia la bocca in modo quasi intollerabile dopo essersi lavati i denti, per via del dentifricio alla menta. Ora ho capito perché vi lavate i denti tranquillamente, gente! 
Se mi vedete usare un dentifricio omeopatico non è perché sto facendo qualche cura, è perché quelli omeopatici sono senza menta, e quindi li tollero molto meglio. Tra quelli da bambini, vince il Chicco alla fragola o alla banana.
Non immaginate poi la gioia quando alla lezione universitaria del corso di Odontoiatria la professoressa ci ha spiegato che in realtà il dentifricio non è fondamentale, quello che fa la differenza è la tecnica di spazzolamento.
E arriviamo quindi allo spazzolino: in foto vedete degli spazzolini da neonato e infante, quindi con setole morbidissime o in silicone.
B. tutta felice si è accaparrata quello a dito, in silicone, così è anche più facile per lei che ha qualche problema di disprassia non dover manovrare uno spazzolino con manico.
S. ha optato per quello con setole morbide. Gli altri due li provo io, se funzionano bene sennò me ne prendo uno anche io “da dito”.
N.b. Entrambe le bimbe erano *felici* di aver trovato il modo di lavarsi i denti. Difficilmente un Aspie non fa le cose perché “non gli va” o perché è oppositivo, è più probabile che ci sia qualche problema sotto, reale, e che togliendolo di mezzo o trovando un accomodamento il primo ed il più felice di tutti sia l’Aspie stesso, che acquisisce una nuova autonomia (e questo fa mooolto bene all’autostima).
Vita da Asperger è risolversi un problema alla volta, con metodo e santa pazienza 

Update: mi hanno segnalato che esistono spazzolini ultramorbidi, marca Curaprox, e con quelli va ancora meglio…

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