[CENSURA]

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Gent.ma Fondazione Sacra Famiglia,
oggi ero a prendere il tè con mio marito, uno di quei rari momenti in cui l’autismo ci fa uscire dalla gabbia si vede, e m’è cascato l’occhio sulla vostra pagina intera di pubblicità sul giornale. Quella riprodotta qui sopra. M’è andato di traverso il tè, la torta doppio cioccolato e pure il pranzo di Natale che ancora devo mangiare.

Ora non ho manco tanta voglia di star lì a spiegare le cose a modino, perché mi girano che potrei illuminarci tutta la bassa Val di Cecina, ma un paio di cose ve le devo dire:

1) NON SE NE PUO’ PIU’ di bozzoli, gabbie, bolle, fortezze e tutte queste metafore claustrofobiche e negative. ABBASTA. Se gabbia esiste non è tanto l’autismo a crearla, ce la create voi neurotipici intorno con la vostra incapacità di capire, accogliere e permettere modi diversi di essere. E noi di pietismo non ce ne facciamo proprio niente.

2) Nella vita di una persona autistica si può entrare, con rispetto e apertura mentale. Di certo non a forza, di certo non ai vostri termini, ma ai nostri. Perché è la nostra vita. Finitela di vendervi la comoda balla che l’autismo e gli autistici siano incomprensibili e impenetrabili, è che non vi sforzate manco un po’ di scendere dal piedistallo di “noi siamo quelli normali” per venire a conoscere e capire un modo diverso di essere. Provateci, vedrete che non siamo poi così impenetrabili incomprensibili etc.

3) avevo detto due cose ma sono generosa, c’è pure la terza: saperlo prima, che un bimbo è autistico, di sicuro è importante ma NON E’ l’unico modo per ridurre la sofferenza. Ci sarebbero centinaia, migliaia di cose da fare, persino prima e a prescindere dalla diagnosi, ve ne dico solo alcune: migliorare l’inclusione scolastica, fare informazione corretta (hint: la vostra non lo è), essere più accoglienti nei confronti della diversità e delle disabilità invisibili e visibili, capire che se le scale sono barriere architettoniche per le persone in carrozzina, le luci al neon e gli ambienti rimbombanti possono esserlo per le persone autistiche, insomma c’è un sacco da fare, cominciate a farlo intanto. E trovatevi un altro ufficio marketing.

2 pensieri riguardo “[CENSURA]

  1. Mi piacerebbe sapere chi è il responsabile della comunicazione di Sacra Famiglia. Per esperienza personale, purtroppo, ho conosciuto l’importante lavoro che da anni svolge in Sacra Famiglia il prof. Moderato sul fronte dell’autismo e devo dire che questo messaggio pubblicitario dice esattamente il contrario di quello che Moderato insegna da anni. Sacra Famiglia farebbe bene ad affidare il proprio messaggio a qualcuno capace di comprenderlo e diffonderlo nel modo corretto.

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