Campioni del mondo di nulla

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Molti autistici, e in particolare Asperger, sono campioni del mondo di evitamento triplo carpiato. E quasi nessuno lo sa, compresi loro stessi.

Cos’è l’evitamento? E’ un meccanismo di difesa per cui, in soldoni, si evita quello che provoca ansia o mette a disagio o è scomodo o non si riesce a fare. Qual è il vantaggio di questo meccanismo? Che se ve la giocate bene è invisibile ai più o comunque viene notato poco: tutti notano quello che si denuda in pubblico e si mette ad annunciare la fine del mondo e capiscono che ha bisogno di aiuto, pochissimi notano quello che sta più in disparte e parla poco e non lo vedi mai alle riunioni conviviali. E questo diventa anche uno svantaggio, perché appunto, quasi nessuno lo prende in considerazione. Magari nemmeno lui che ci sta in mezzo si fa venire il dubbio che ci sia qualcosa, perché l’evitamento è inconsapevole soprattutto se iniziate a praticarlo da bambini.

Sembra un po’ la storia dei popoli Slavi che nessuno sapeva da dove venissero, e nemmeno studiando la lingua si riusciva a sbrogliare la matassa, finché qualcuno non si è messo a cercare non le parole che c’erano in quella lingua, ma quelle che non c’erano: non c’erano parole per definire le coste del mare, le spiagge, e nemmeno per tutta una serie di alberi diffusi in buona parte dell’Eurasia. Alla fine l’origine degli Slavi è stata tracciata fino ad una terra lontana dal mare e acquitrinosa, per cui non ci sono moltissime specie di alberi…

Provate un attimo a pensarci: la diagnosi di autismo è clinica e si basa sui comportamenti. Non ci sono segni radiografici o particolari onde all’EEG, non esistono esami del sangue per diagnosticare l’autismo, la genetica non ci soccorre ancora. L’unico modo è che un clinico osservi dei comportamenti. Ma quanti sono i clinici capaci di osservare anche l’assenza sottile di comportamenti? Ve lo dico io, pochi, soprattutto se parliamo di comportamenti di persone con un buon funzionamento e quindi capacità mimetiche. E quindi quella persona sfuggirà al radar perché non esibisce chiari sintomi di disagio o difficoltà in presenza di alcuni stimoli, semplicemente perché quegli stimoli non li incontra mai, li evita sistematicamente ed elegantemente. Essendo autonoma e adulta, può farlo. Molti autistici adulti hanno una qualità di vita migliore che da ragazzini proprio perché sono liberi da obblighi imposti di frequentare determinati luoghi, fare determinate cose, mettere determinati abiti, avere determinati comportamenti, possono organizzarsi una vita più a loro misura e quindi apparentemente non sono più così “problematici”. La maggior parte delle situazioni che potrebbero tirar fuori il loro autismo le evitano. In realtà sono autistici come prima (e sappiatelo, alla lunga nemmeno questo meccanismo di difesa dura, il conto arriva, anche se molto in là). Il masking dell’autistico va a braccetto con l’evitamento, lo usa come strumento principale anzi. Ed è l’evitamento sistematico e ingranato come meccanismo, e la non capacità dei clinici a riconoscerlo come tratto importante da indagare, che secondo me rende ragione dei tanti Asperger che si sentono dire pure dal clinico (inesperto) di turno “ma tu non puoi essere autistico, mi guardi negli occhi/parli bene/sei sposato etc etc”. Bella forza, prova a guardare non solo quello che faccio, ma anche quello che non faccio, e comincerai a notare che qualcosa di fuori dall’ordinario forse c’è…

Un pensiero riguardo “Campioni del mondo di nulla

  1. Ecco, sicuramente è l’immagine di mio figlio 22enne, non diagnosticato Asperger nonostante lo abbia portato da tanti medici pediatri, neurologi, psichiatri, fin dalla primissima infanzia. Parlandone con lui alcuni anni fa, ha negato dicendomi che no, lui non è asperger. Ha sempre negato anche l’evidenza! Suo padre non capisce di cosa soffre il nostro ultimogenito. Sono sola e ormai posso fare ben poco.

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