Poi a volte succede che magari nel momento più nero finalmente incontri un medico, quel medico che a differenza di tutti quelli prima non ti parla di problemi ma riesce a far ricordare a lei che è meravigliosa, dolce, simpatica, che sa disegnare in modo incredibile, che ha un vero talento, e a te che hai una ragazzina fantastica per le mani, che l’importante è stare bene, farla stare bene, farle fare le cose che ama, e alla fine di tutto ce la possiamo fare, dobbiamo volerci bene, stare uniti e andare avanti.
A noi è successo ieri. ![]()
Mese: gennaio 2018
Run, don’t walk
Una piccola metafora: immaginate di camminare per raggiungere una meta, voi ed il vostro amico Aspie. Procedete insieme. Ma. Voi camminate. Lui corre praticamente sul posto. Ogni tanto fa pure un tratto a ginocchia alte. Voi vi fermate a guardare il panorama. Lui guarda il panorama correndo sul posto. Non è che non vuole rallentare, è che funziona così. Non sa cosa significhi camminare.
Quando arrivate alla meta prefissata, voi siete moderatamente stanco, lui è fuori di sé dalla stanchezza. Anzi, probabilmente s’è fermato prima di voi perché nungnafapiù.
Ecco la differenza tra un cervello nt ed un cervello Aspie che affrontano la giornata e devono arrivare a sera. ![]()
Anche gli autistici nel loro piccolo si incazzano


Oltre le apparenze #2
C’è una cosa dell’essere Aspergirl che rende tutto un po’ più complicato. Ed è questa: che non sembri mica tanto autistica! ![]()
Mi spiego: si credeva che la Sindrome di Asperger fosse soprattutto una condizione maschile. Si diceva: la prevalenza nella popolazione è di 10 a 1, 10 maschi per ogni femmina.
Adesso ci stiamo rendendo con che non è così. In realtà, è che riusciamo ad identificare molto più i maschi delle femmine. Perché?
Per due motivi, fondamentalmente: perché i comportamenti autistici dell’Asperger sono socialmente molto più accettati e quindi tollerati nelle femmine che nei maschi, destano quindi meno allarme (amare l’arte o argomenti eruditi , lo studio, amare lo stare in casa…) e poi perché effettivamente la “presentazione” dei ragazzi e delle ragazze Aspie è diversa. Le ragazze tendono ad essere molto più mimetiche, capaci di imitare i comportamenti dei coetanei, di “smussare” per molti versi – quando non vanno in crisi – il loro modo di porsi. I ragazzi escono più fuori come modo di parlare, muoversi, interagire, cercano meno la mimetizzazione. La sintomatologia delle ragazze è molto interna, per la maggior parte del tempo, il loro essere spaesate, non capire come funzionano le cose, viene raramente comunicato.
Questi sono video di soggetti Asperger. Un ragazzo, un uomo, una ragazza, una donna. I primi che ho trovato. Voi direste che le ragazze sono Aspie, rispetto agli altri due?
Ecco, è per questo che quando sei Aspergirl una delle cose più difficili è esser presa sul serio e far capire che *anche se non sembra*, tu sei nello spettro e quindi i problemi ce li hai davvero. Every given day. E’ difficile farlo capire persino agli operatori del settore, immaginatevi fuori… ![]()
https://www.youtube.com/watch?v=fDZHSn-7zeI
https://www.youtube.com/watch?v=6ac8B3Jdrss
https://www.youtube.com/watch?v=aD3DRGb5QxE
https://www.youtube.com/watch?v=-NTC3l3O6U4
Idiozia
Credo che una delle cose più offensive che mi siano mai state dette sia “sa, è che adesso la diagnosi di Asperger va di moda”.
Certo, che ne dici se ti procuro una diagnosi di ecchimosi diffuse? Anche il viola va di moda, dicono.
Oltre le apparenze
C’è una costante nel meraviglioso mondo degli Aspie, ed è questa: le cose non sono mai così facili come sembrano.
Questo disorienta molto i nt, soprattutto quelli che hanno studiato e quindi pensano di capire meglio, si fanno venire meno dubbi, quando invece il dubbio di aver studiato solo i nt se lo dovrebbero far venire.
Succede per esempio che una bimba Aspie a scuola sia un’allieva modello. Silenziosa, educata, sempre pronta a cercare di compiacere gli adulti, magari anche bravissima, tutti 10 in pagella.
Poi esce di scuola, cade la maschera e partono gli sfoghi, i pianti, i libri tirati, le “bizze”.
Automaticamente il pensiero comune, anche degli specialisti al di fuori del campo dell’autismo ad alto funzionamento, è: succede fuori scuola, quindi il problema non è a scuola. Succede con i genitori, quindi il problema è con loro. E dagli di terapia familiare.
Be’, no. Succede con i genitori, perché dei genitori e del loro amore si fida di più e si lascia andare, ma succede per cose avvenute a scuola. A scuola una piccola Aspie cercherà disperatamente di mimetizzarsi nell’ambiente, di trattenersi, di non scoppiare e non rivelare quanto si sente aliena e in difficoltà, ed è fuori che tutto il disagio accumulato esploderà, in un ambiente dove si sente più al sicuro, più accettata come è. Non lo farà per opporsi ai genitori, lo farà perché non ce la fa più e non ha altri modi di esprimersi, visto che nessuno capisce come si sente dentro, soprattutto non a scuola.
Ed è per questo anche che tutti i sistemi tradizionali, di paletti regole premi punizioni forzature etc. con questi bambini non servono ad una beneamata mazza. Anzi, finiscono per peggiorare parecchio le cose, per tutti. Perché sono metodi per bambini nt oppositivi, e questi non sono bambini né nt né oppositivi, cioè si oppongono apparentemente ma non perché siano oppositivi, è per altri motivi, l’ansia di solito. Ci vuole una gran quantità di elasticità, strategie variabili, senso dell’umorismo, pensiero laterale, sapersi scegliere le battaglie. Vita vissuta, trust me. ![]()
Let’s stim
C’è una cosa che è difficilissima da far capire ai “normali”, dal punto di vista di un’Aspie. Ed è che *non dovete preoccuparvi*. Non dovete preoccuparvi se vedete che mia figlia si muove in modo strano. Non è un modo strano, per un’Aspie. E’ il modo giusto per fornire la giusta quantità di stimolazione al suo sistema nervoso. Che non è proprio come il vostro. Quel muoversi strano, continuo, il dondolarsi, lo scuotere le mani, far scattare la mandibola… si chiama stimming. E’ una cosa normale nell’autismo, ad alto o basso funzionamento. Gli autistici ne hanno bisogno, per funzionare nel modo migliore. Calma l’agitazione, aiuta a mantenere l’omeostasi. Se mia figlia legge un sacco di fumetti, va bene così. La aiutano a mantenere la calma quando l’eccesso di stimolazione potrebbe fargliela perdere, e ci stiamo lavorando su. E poi non dovete preoccuparvi se la mia piccola porta il ciuccio a 7 anni, la suzione è stimming pure quello e ve lo potete aspettare tranquillamente da una che ha mezza famiglia nello spettro ed è lei stessa neurodiversa.
Io mi sono succhiata il pollice fino a 12 anni, poi ho smesso (ed ho iniziato a muovere la mandibola in modo quasi impercettibile all’esterno, ma è comunque stimming). Mia madre non mi ha mai rotto tanto le scatole, perché anche lei lo faceva e penso capisse, ed anche a lei nessuno ha rotto tanto le scatole perché probabilmente mia nonna capiva istintivamente di cosa si trattava, ne sapeva qualcosa anche lei, io ci scommetto…
Però là fuori è pieno di gente che si preoccupa, appunto, o tira fuori teorie complicate di bisogni affettivi, di piccoli grandi traumi, di meccanismi inconsci, teorie analitiche…
Rilassatevi. E’ stimming. E’ normale, nello spettro. A quanto pare, è pure ereditario, come essere nello spettro
Non ci sono chissà che motivi sotto, è una questione di neurofisiologia. Toglierlo o sopprimerlo servirà solo a complicare la vita di un autistico. Cercare spiegazioni astruse servirà solo a farci perdere tempo e buonumore. E noi di buonumore ne abbiamo bisogno.
Quindi non preoccupatevi, ok? Sappiamo quel che facciamo qui. Seriously. ![]()
Famo a capisse
Il problema della lingua italiana è avere poche parole per descrivere ampi ventagli di situazioni. Così noi usiamo espressioni come “voler bene” o “amare” un po’ per tutto, pure a sproposito, perché sennò pare brutto.
Dovremmo invece metterci d’accordo sul fatto che “voler bene” a qualcuno, per esempio, significa prima di tutto vedere ed accettare come è quella persona lì, veramente. E per il resto, per quegli strani sentimenti stentati e monchi che non riescono a fare manco questo minimo sindacale, trovare un’altra parola, completamente diversa, per chiarezza.
Così magari non dovreste più insultare la mia intelligenza cercando di convincermi che quelli che continuano a cercare di normalizzare le mie figlie vogliono loro tanto bene. Almeno questo eh.
Bad hair day…
Poi arriva il temuto giorno in cui la parrucchiera sbaglia la messainpiega alla tua Aspergirl, e lei “non si vede più la stessa”. Non ha più il ciuffo nello stesso esatto punto di prima. Alla fine riesci a calmarla ma finisce che devi coprire tutti gli specchi di casa, sennò si vede e inizia di nuovo a urlare che vuole un paio di forbici per farseli a spazzola.
TGIF
Aspie fesciòn
Ecco, a questi vorrei solo dire in leggerezza: mannateveneaffanculo eh