Grazie maestra

“Maestra A.? Buonasera, scusi il disturbo, sono la mamma di B. Sì, B. anche oggi non ne voleva sapere di venire a scuola, proprio no. Senta, B. voleva parlare con lei, se possibile. Ecco, lo so che la psicologa scolastica ha detto che sarebbe meglio che non vi sentiste anche al telefono perché non si sa se l’anno prossimo lei sarà sempre la sua maestra di sostegno ma abbia pazienza, con tutto il rispetto che ho per gli psicologi, a me sembra una stronzata che mia figlia non possa affezionarsi ad una maestra perché “non si sa se” (la maestra A. ride). Allora tanto vale che nessuno di noi si affezioni a nessuno perché forse… ecco, sì, ci siamo capite. Le passo B., grazie per la disponibilità”

Comfort zone

Oggi siamo uscite, Aspergirl ed io, siamo andate in un negozio “sicuro”, che conosce, e lei ha chiesto se avevano un videogioco che le piace. Lo avevano, lo ha preso, lei ha ringraziato, preso il gioco, salutato.
Di solito dovevo farlo sempre io, entrare, chiedere, comprare etc. Ma adesso stiamo lavorando sulle autonomie, e quindi sta imparando a farlo lei.
E’ una vera e propria operazione militare eh, a casa abbiamo pensato a dove e come iniziare, abbiamo studiato le possibilità, fatto le prove, deciso il piano A e il piano B. Manco la SWAT 
Al prossimo giro, fumetteria. Prima o poi, andrà da sola, lo so.
Baby steps, baby steps 
(immagine di Sarah’s Scribbles )

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The sound of music

Primo giorno per S. con la musica in cuffia a scuola per gestire i momenti di sovraccarico sensoriale e le difficoltà di concentrazione.
Dice che con la musica in cuffia finalmente riesce a lavorare in modo più metodico, senza si perde, non “vede” i dati, non riesce ad ordinare le sequenze di cose da fare… Con la musica invece è riuscita a fare le cose.
Così mi sono ricordata che anche io ho l’abitudine quando posso di ascoltare un certo brano di musica barocca, sempre lo stesso, per lavorare. Senza, è come se fossi persa tra troppe cose da fare, con quella musica lì è come se avessi un metronomo che mi manda il cervello al numero di giri giusto e le cose si dipanano senza sforzo.
Vedi a volte quanto basta poco… e come torna tutto…

Let’s stim again!

Cosa significa trovare delle maestre disponibili ed elastiche di mentalità. Oggi B., diagnosi di ADHD e dislessia ma comunque con qualche consistente tratto di stimming (il minimo sindacale con una madre ed una sorella Aspie  ) ed in un periodo di rifiuto della scuola, ha portato il ciuccio a scuola su suggerimento della maestra di sostegno. Ed i suoi compagni di classe quando l’hanno vista le hanno anche detto che è carina con il ciuccio.
Con il suo adorato ciuccio è riuscita finalmente a scrivere tantissimo, mi ha detto. Perché la stabilizza, la aiuta a concentrarsi e a non innervosirsi, dico io. Le tiene il sistema nervoso al numero giusto di giri. E quindi, aggiungo, lasciateglielo sta’, che funziona e funziona bene, toglierlo sarebbero più problemi che vantaggi.
(sì lo so che esistono altri supporti per la stimolazione orale che non somigliano a ciucci, più “socialmente accettabili”, li abbiamo e li ha provati, ma lei dice che non sono affatto la stessa cosa, non funzionano affatto bene come il ciuccio. E allora per me che ciuccio sia, finché le serve o finché non trova un altro modo; io ho smesso di ciucciare il pollice tra i 12 ed i 14 anni, sostituendolo poi con movimenti continui della mandibola, anche lei troverà la sua strada alla fine…)

Turnaround

Poi a volte succede che magari nel momento più nero finalmente incontri un medico, quel medico che a differenza di tutti quelli prima non ti parla di problemi ma riesce a far ricordare a lei che è meravigliosa, dolce, simpatica, che sa disegnare in modo incredibile, che ha un vero talento, e a te che hai una ragazzina fantastica per le mani, che l’importante è stare bene, farla stare bene, farle fare le cose che ama, e alla fine di tutto ce la possiamo fare, dobbiamo volerci bene, stare uniti e andare avanti.
A noi è successo ieri. 

Run, don’t walk

Una piccola metafora: immaginate di camminare per raggiungere una meta, voi ed il vostro amico Aspie. Procedete insieme. Ma. Voi camminate. Lui corre praticamente sul posto. Ogni tanto fa pure un tratto a ginocchia alte. Voi vi fermate a guardare il panorama. Lui guarda il panorama correndo sul posto. Non è che non vuole rallentare, è che funziona così. Non sa cosa significhi camminare.
Quando arrivate alla meta prefissata, voi siete moderatamente stanco, lui è fuori di sé dalla stanchezza. Anzi, probabilmente s’è fermato prima di voi perché nungnafapiù.
Ecco la differenza tra un cervello nt ed un cervello Aspie che affrontano la giornata e devono arrivare a sera.